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Marco Vitruvio Pollione
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Marco Vitruvio Pollione (in latino Marcus Vitruvius Pollio; 90 a.C./80 a.C. circa – Roma, dopo il 15 a.C. circa) è stato un architetto e scrittore romano, attivo nella seconda metà del I secolo a.C. ed è considerato il più famoso teorico dell'architettura di tutti i tempi. Il suo trattato De architectura, il più antico pervenuto fino a noi, è stato il testo di riferimento dei grandi maestri del Rinascimento e il fondamento dell'architettura occidentale.cite-ref-1[1]
Contents
• Opere
• Note
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Biografia
Studiosi come Pierre Groscite-ref-2[2] nonché studi scientifici recenti patrocinati dal Centro Studi Vitruviani di mwewFano,cite-ref-3[3] forniscono elementi per ipotizzare (ma non al di là di ogni ragionevole dubbio) che Vitruvio potesse essere originario di mwgaFanum Fortunaecite-ref-02-4-0[4]. L'unico edificio che possiamo attribuire direttamente a Vitruvio, di cui lui stesso si assume la paternità, è la mwhqBasilica della Colonia Iulia Fanestris, cioè della colonia fondata da Ottaviano Augusto nel sito di mwhgFanum Fortunae. Vitruvio scrive di aver progettato e curato l'edificazione di questa basilica civile, affacciata sul foro della città: si rivela quindi particolarmente stretto il rapporto tra il celebre architetto e la mwhwColonia Iulia Fanestris. Egli, in quanto mwiascriba armamentarius, apparteneva allmwiq'mwigordo degli mwiwapparitores, una categoria di professionisti di varie discipline che svolgevano il ruolo di collaboratori dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni e percepivano uno stipendio prelevato dal mwjaaerarium.cite-ref-5[5] In tale veste, fu ufficiale sovrintendente delle macchine da guerra per Giulio Cesare e poi architetto-ingegnere per Ottaviano Augusto. Alla fine del loro servizio, gli mwkqapparitores avevano solitamente carriere municipali e spesso ricoprivano cariche pubbliche nelle loro comunità di origine. È quindi in qualità di magistrato locale che Vitruvio progetta e fa costruire la famosa basilica nella città di Fano, come indica il termine tecnico mwkgcuravi, utilizzato nel testo del mwkwDe architectura in relazione all'edificio (mwlaconlocavi curavique faciendam). Un ulteriore elemento per una possibile connessione biografica con Fano è lo studio relativo ai nomi dell'architetto. La tradizione lo indica come mwlqMarcus Vitruvius Pollio: in realtà, se si prendono in considerazione le fonti più autorevoli, solo il mwlgnomen Vitruvius è sicuramente attribuibile al nostro personaggio, del mwlwpraenomen Marcus siamo tutt'altro che certi, mentre sul mwmacognomen Pollio sono stati avanzati molti dubbi. In quanto esponente della media borghesia provinciale, nato prima del 45 a.C., cioè prima della promulgazione della mwmqLex Iulia Municipalis, non poteva possedere i mwmgtria nomina alla nascita, ma solamente mwmwnomen e mwnapraenomen (come del resto i suoi colleghi Marco Aurelio, Publio Minidio e Gneo Cornelio, che lui nomina nel libro I, Praef. 2, De architectura). L'unica fonte che riporta il mwnqcognomen Pollio, l'Epitome di Faventinocite-ref-6[6], ha forse confuso il termine con la menzione della tribù di appartenenza, la mwogPollia appunto, sempre menzionata nelle epigrafi di solito dopo i nomi dei personaggi.cite-ref-02-4-1[4] Ora, l'unica città, tra quelle che si contendono i natali di Vitruvio, iscritta alla mwpwtribus Pollia, è proprio mwqaFanum Fortunae, e ciò potrebbe suggerire che Vitruvio, autore del mwqqDe architectura, fosse originario di mwqgFanum Fortunae.
De architectura
L'importanza di Vitruvio è dovuta al suo mwtgtrattato mwtwmwuaDe architectura (mwuqSull'architettura), in 10 libri, dedicato ad Augusto (che gli aveva concesso una pensione), scritto probabilmente tra il mwug29 e il mwuw23 a.C. La stesura dell'opera avvenne negli stessi anni in cui Augusto aveva in mente un rinnovamento generale dell'edilizia pubblica e mirava probabilmente a ingraziarsi l'imperatore, a cui l'autore si rivolge direttamente in ciascuna delle introduzioni preposte ad ogni libro.
Il mwvqDe architectura è l'unico testo latino di mwvgarchitettura integro e pertanto il più importante, tra i pochi giunti, in modo più o meno frammentario, fino a noi; l'influenza sulla mwvwcultura occidentale è dovuta soprattutto a questa sua unicità. Tuttavia l'influenza dell'opera di Vitruvio sui suoi contemporanei sembra sia stata molto limitata,cite-ref-h-w-kruft-7-0[7] anche perché il suo trattato fu scritto in un momento in cui l'mwxaarchitettura greca stava per rinnovarsi profondamente con le grandi costruzioni in laterizio e l'utilizzo di volte e cupole, di cui Vitruvio praticamente non si occupa. D'altro canto, la sua autorità in campo tecnico e architettonico è testimoniata dai riferimenti alla sua opera presenti negli autori successivi come mwxqFrontino.
Pare che il trattato non abbia esercitato alcuna influenza sull'mwxwarchitettura per tutto il medioevo, anche se suscitò interesse filologico, per esempio alla corte di mwyaCarlo Magno e poi, in seguito, in mwyqPetrarca, che annotò di sua mano una copia oggi conservata alla mwygBiblioteca Bodleiana dell'mwywUniversità di Oxford, e in mwzaBoccaccio, che ne possedeva una copia. Visto che altre copie sono documentate in Italia a fine Trecento, perde credito il mito della riscoperta fatta nel 1414 a Montecassino da mwzqPoggio Bracciolini che comunque deve averne rinvenuta una copia nelle sue ricerche, forse in area tedesca,cite-ref-8[8] contribuendo così alla sua diffusione.cite-ref-h-w-kruft-7-1[7]
Fortuna rinascimentale
Nel XV secolo la conoscenza e l'interesse per Vitruvio crebbero sempre di più, soprattutto per merito di architetti e umanisti come mwdgLorenzo Ghiberti, mwdwLeon Battista Alberti, mweaFrancesco di Giorgio Martini, mweqRaffaello, mwegFabio Calvo, mwewPaolo Giovio, fra mwfaGiocondo da Verona. Nel 1486 il trattato fu pubblicato a stampa per la prima volta da Sulpicio da Veroli. Nel 1521 uscì la prima edizione tradotta in italiano da mwfgCesare Cesariano.cite-ref-9[9] Subito dopo apparvero varie traduzioni ed edizioni negli altri paesi europei.
Accademia vitruviana
Nel mwhq1542 circacite-ref-10[10] fu fondata l'mwigAccademia vitruviana della Virtù, su impulso dell'mwiwumanista mwjasenese mwjqClaudio Tolomei, sotto la protezione del cardinale mwjgIppolito de' Medici. L'associazione intendeva contribuire al fervore teorico che animava la riflessione dei protagonisti dell'mwjwarte e dell'mwkaarchitettura rinascimentale: il cosiddetto "dibattito vitruviano", o "questione vitruviana", vale a dire quello sforzo conoscitivo collettivo che spingeva artisti, eruditi e appassionati alla riappropriazione dell'eredità dell'mwkqarte greco-mwkgromana e dell'mwkwarchitettura classico-mwlaromana, anche attraverso la lettura, l'interpretazione e il commento del mwlqtrattato mwlglatino mwlwmwmaDe Architectura. Fu presiedutacite-ref-bruschi86-11-0[11] dall'mwnqerudito mwngMarcello Cervini, appassionato di mwnwalchimia e architettura e futuro papa con il nome di mwoaMarcello IIcite-ref-lemerle518-12-0[12]cite-ref-vasari-zuccari-13-0[13] e si avvalse del sostegno di una schiera di intellettuali e artisti del mwqqRinascimento italiano, come il mwqgVignola, mwqwBernardino Maffei,cite-ref-vasari-zuccari-13-1[13] mwsaGuillaume Philandrier detto il Filandro, Alessandro Manzuoli,cite-ref-vasari-zuccari-13-2[13] mwtgLuca Contile, mwtwAnnibal Caro, mwuaMarc'Antonio Flaminio, mwuqFrancesco Maria Molza e Gaietta.
A partire dal XV secolo, il trattato è stato uno dei fondamenti teorici dell'architettura occidentale sino alla fine del mwvaXIX secolo.
Opere
• mwxq(LA) De architectura, Venezia, Cristoforo Pensi, 1495-1496.
• mwxw(LA) De architectura, Strasbourg, Georg Messerschmidt, 1543.
Note
cite-note-11. ↑ mwzgFrancesco di Rauso (a cura di), mwzwmw0aLa serie di medaglie borboniche degli uomini illustri delle Due Sicilie, su mw0qBrigantino – Il Portale del Sud. mw0gURL consultato il 18 dicembre 2023.
cite-note-22. ↑ mw1gmw1wP. Gros, Vitruvio e il suo tempo, in Vitruvio, De Architectura, ed. Einaudi 1997.
cite-note-33. ↑ mw2wmw3amw3qCentro Studi Vitruviani, su mw3gcentrostudivitruviani.org.
cite-note-02-44. ↑ mw5aSerena Evelina Peruch, mw5qVitruvio e Fano. Per una rilettura della documentazione, introduzione di mw5gLorenzo Braccesi, Venezia, Marsilio, 2020, mw5wISBNmw6a 978-88-297-0897-0.
cite-note-55. ↑ mw7qN. Purcell, mw7gThe Apparitores: A Study in Social Mobility, in mw7wPapers of the British School at Rome, n.mw8a 51/1983.
cite-note-66. ↑ Faventino, mw9aEpitome, Prologo.
cite-note-h-w-kruft-77. ↑ mw-gmw-wH.W. Kruft, mw-aStoria delle teorie architettoniche da Vitruvio al Settecento, traduzione di Mauro Tosti Croce, Roma-Bari, Laterza, 1988, mw-qISBNmw-g 88-420-3265-4.mwaqemancano le indicazioni delle pagine
cite-note-88. ↑ Probabilmente a San Gallo: mwaqwmwaq0N. Pevsner, J. Fleming e mwaq4H. Honour, mwaq8Vitruvio, in mwaraDizionario di architettura, ediz. ital. a cura di Renato Pedio, Torino, Einaudi, 1981, mwareSBNmwari mwarmRAV0061274.
cite-note-1010. ↑ Altri autori fanno risalire la fondazione all'inverno 1540-1541. Si veda: mwase(mwasimwasmFRmwasq) mwasumwasyFrédérique Lemerle, Philandrier et le texte de Vitruve,mwasg pag. 518.
cite-note-vasari-zuccari-1313. ↑ mwauumwauyGiorgio Vasari, mwaucVita di mwaugTaddeo Zuccari, in mwaukmwauoLe vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Alessandria, mwausOrso, 2021, mwauwSBNmwau0 mwau4PAR1273543.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itVitrùvio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaFrancesco Pellati, VITRUVIO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itVitrùvio Pollióne, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Vitruvius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmactutor(EN) Marco Vitruvio Pollione, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
• citerefliber-liberOpere di Marco Vitruvio Pollione, su Liber Liber.
• citerefphi(LA) Opere di Marco Vitruvio Pollione, su PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute.
• citerefmlolOpere di Marco Vitruvio Pollione / Marco Vitruvio Pollione (altra versione) / Marco Vitruvio Pollione (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Marco Vitruvio Pollione, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Marco Vitruvio Pollione, su LibriVox.
• citerefgoodreads(EN) Marco Vitruvio Pollione, su Goodreads.
• mwav0Centro Studi Vitruviani
• mwav8De Architectura, su penelope.uchicago.edu.
• mwaweDe Architectura on-line, su fh-augsburg.de.
• mwawmTraduzione francese, su architectura.cesr.univ-tours.fr. URL consultato il 21 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2011).
• mwawuEdizione italiana dei libri I-V, a cura di Carlo Amati, vol. 1 (1829), su archive.org.
• mwawcEdizione italiana dei libri V-X, a cura di Carlo Amati, vol. 2 (1830), su archive.org.